Alto, biondo, con gli occhi azzurri e la barba. Ama darsi arie pseudointellettuali poichè legge molto e ascolta un sacco di musica. In realtà ha seri problemi a finire il suo corso di studi in Scienze della Comunicazione e scrive qualche recensione su di un free-magazine veneto.
È fermamente convinto che la musica indie non abbia nulla a che fare con ciò che arriva ora dall’Inghilterra e che la musica emo sia quella che facevano negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni ‘90. Ama crogiolarsi con le amiche per la sua inerzia in campo sentimentale poichè spera così di fare buon viso a cattivo gioco. Vive in provincia di Vicenza, che non è esattamente come Boston, ma nonostante la sua insofferenza si dà da fare, nel suo piccolo, per migliorare le cose.