Qui trovate un articolo fichissimo di Ben Patashnik che parla di Refused, Dillinger Escape Plan e di come, secondo lui, i secondi siano i continuatori dell’innovazione portata dai primi nell’hardcore. Tesi che si può condividere o meno, ma che qui viene presentata con delle argometazioni che dimostrano che chi scrive sa di cosa va blaterando. Oltre a questo ci trovate pure Ben Weinman che dice che, beh si dai, sta cosa del paragone coi Refused ci sta.
Sarà la mattina presto, sarà l’inverno alle porte, sarà che a me i paragoni, pur se inutili, son sempre piaciuti.
I Refused sono nella Top 5 delle mie band preferite. I DEP non lo sono ancora, ma stamattina mi piacciono un po’ più di prima e sono molto curioso di sentire il loro nuovo album, Ire Works, che sicuramente si trova già dappertutto ma che non ho ancora avuto la voglia di cercare, e che si mormora possa essere il loro The Shape Of Punk To Come. Certo che ripetere un disco del genere, nel 2007, non dev’essere mica semplice. Quel disco ha tracciato un solco tra il vecchio e il nuovo, tra quello che era stato e i mille sentieri aperti dalle contaminazioni Jazz/Electro della band di Umeå. È stato una granata lanciata in un lago. Quando è esplosa si sono alzati degli schizzi talmente alti che un sacco di gente ne è rimasta travolta. E siccome ogni dieci anni un disco così qualcuno lo fa, non mi dispiacerebbe se stavolta toccasse ai DEP.

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