In principio era Myspace. Tutti a farsi il profilo nel più grande Social Network esistente. Chi non ne ha avuto uno scagli la prima pietra, please.
Etichettato come: utile se hai qualcosa da proporre o da vendere. Tremendamente inutile in tutti gli altri casi. Conosco gente che grazie a Myspace scopa un casino ma tant’è.

Poi venne Last.fm, piattaforma autodefinitasi “rivoluzionaria” che prende tutto ciò che ascolti e lo classifica e lo conteggia e a fine settimana ti recapita bella impacchettata la tua personale hit parade. Utilissimo come radio on-demand e come librone da sfogliare per scoprire nuovi gruppi thailandesi o sub sahariani.

Bellissimo è aNobii. Il Last.fm dei libri. Sarà il contrasto così anacronistico tra la pagina stampata e il web duepuntozero, che ha molto di romantico hi-tech, come quando il nostro eroe, con la corazza in alluminio pressofuso del pianeta Von e il fucile a raggi betagammaculo, bacia la bella principessa delle stelle prima di partire per la missione intergalattica. Utile e, almeno nel mio caso, non dannoso.

Oltre a questi, ci sono Flickr e Tumblr. Il primo per contenere tutte le foto che facciamo e taggarle, commentarle, classificarle etc etc. Il secondo per i blogger frettolosi, o per quelli che oltre al blog utilizzano un blocconote dove appuntare link, video, canzoni e un sacco di altre cose.

Sicuramente questa prima genia di Social Network ne avrà figliate altre. Penso a Facebook e Hi5, nipotini un po’ sfigati di MySpace. Penso a come MSN abbia ammodernato gli spazi dedicati ai propri utenti, in modo da renderli una community che interagisce.

Ecco, mentre in tutto questo un senso lo trovo, mi sfugge il vero scopo di Twitter. A parte che tutti i Twitter che ho letto sono fighissimi e sembrano scritti da dei collegiali di Boston che hanno un sacco di problemi ma quasi solamente di natura intellettuale, perchè una persona deve aggiornare i propri “followers” su ciò che sta facendo? Che poi, mentre uno aggiorna il Twitter dovrebbe scrivere quello che realmente sta facendo, cioè: Pipino sta aggiornando il proprio Twitter. E dopo mezz’ora: Pipino sta scrivendo un’altro shout su Twitter. Vabbè, cazzata.

Il succo del post comunque voleva essere: inizio a pensare che il social networking stia diventando un tantino autoreferenziale. Ergo, datemi dieci motivi validi per cui io dovrei fare un account su Twitter. O dei motivi per cui voi l’avete fatto e con tanta passione lo tenete aggiornato.

Ps: questo post è chiaramente e molto ironicamente ispirato da fatti e persone realmente esistiti. Anzi, esistenti!
Pps: nonostante la curiosità e la bramosia con cui attendo risposte e commenti, l’account su Twitter non lo farò comunque. Tiè!

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